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Dal 6 aprile obbligo di certificato penale per il settore giovanile

Obbligo di certificato penale
Obbligo di certificato penale

Entrerà in vigore dal 6 aprile, ma in pochi ne sono a conoscenza. E quei pochi che sono venuti a sapere questa storia sono, giustamente, preoccupati. In base ad un Decreto Legislativo datato 4 marzo, ma poco pubblicizzato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale solo il 22 marzo, da domenica sarà obbligatorio, per tutti coloro che hanno a che fare con minori, presentare il certificato penale. Detto in parole povere, e riferendolo al mondo del calcio, in particolar modo per quanto riguarda il settore giovanile, tutti coloro che sono a contatto con minori dovranno presentare il certificato penale per poter continuare a svolgere tale attività. La mancata richiesta è soggetta alla sanzione pecuniaria del pagamento di una somma che va da 10.000 a 15.000 Euro.

Al di là del fatto che la notizia è stata segnalata, per modo di dire, solo nelle ultime ore, quello che spaventa maggiormente le società sportive è il poco tempo a disposizione per mettersi in regola e le cifre, spropositate, previste come sanzioni. Tale Decreto Legislativo, identificato come numero 39 del 04.03.2014, è un'attuazione della direttiva comunitaria e prevede alcune norme relative alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile. L'articolo 2 prevede che i soggetti che intendono impiegare una persona per lo svolgimento di attività professionali oppure volontarie ed organizzate che comportano contatti diretti e regolari con minori, dovranno preventivamente richiedere il certificato penale, al fine di verificare l'esistenza di condanne per taluno dei reati concernenti la tutela dei minori.

Nella categoria "attività volontarie" rientrano anche le società sportive dilettantistiche che avranno, quindi, pochi giorni per mettersi in regola con tale Decreto. E quello che spaventa di più, e che va ad incidere notevolmente sui bilanci già messi a dura prova delle varie società, è l'esborso economico a cui le società saranno chiamate. Già, perché alla richiesta del certificato penale vanno allegate marche da bollo e diritti vari e tale certificato avrà la validità di sei mesi. Una somma rilevante per ogni singola società e che, se moltiplicata per tutte le società che operano a livello giovanile, diventa consistente e che va a gravare, ancora una volta, su chi si impegna quotidianamente, con un notevole sforzo non ripagato, per togliere i bambini dalle strade e cercare di dare loro delle regole. La norma, in sè per sè, potrebbe anche essere giusta, peccato che il tempo a disposizione per mettersi in regola sia davvero poco e viene da chiedersi cosa succederà il 7 aprile se, veramente, qualcuno decidesse di effettuare un controllo a tappeto...

Vincenzo Forgione