Campobasso: il saluto di Foglia Manzillo alla città e ai tifosi

Antonio Foglia Manzillo
Antonio Foglia Manzillo

L'ex allenatore del Campobasso Antonio Foglia Manzillo ha inteso salutare i tifosi e la città di Campobasso. L'ha fatto con una lunga lettera apparsa sul suo profilo personale di Facebook, dove spiega anche i motivi che l'hanno spinto a restare al timone della squadra, dopo la sconfitta contro il San Marino.

Il testo della lettera:

"Credo sia arrivato il momento che anch'io dica qualcosa, non per spiegare ne per raccontare cose che fondamentalmente non interessano a nessuno, bensì per salutare e ringraziare la città di Campobasso ed i suoi calorosi e passionali tifosi che mi hanno accolto e sostenuto in questa difficile ed intensa esperienza. Ed ho deciso di farlo soltanto adesso, a campionato terminato e con la salvezza in tasca in segno di rispetto. Sono orgoglioso ed onorato di essermi seduto sulla panchina dei "lupi", ho dato il massimo dal primo all'ultimo giorno cercando sempre di portare in alto il nome del Campobasso. All'inizio è stato esaltante, cinque vittorie di fila, primo posto ed entusiasmo alle stelle, non dimenticherò mai la giornata ad Agnone, vincere in trasferta davanti a tanti, ma tanti tifosi al seguito è stato veramente bello. Poi però la stagione ha preso un'altra piega, assolutamente inaspettata, che ha mortificato le nostre ambizioni, ma questa è un'altra storia. Oggi voglio soltanto ringraziare coloro i quali, all'indomani del mio esonero, hanno avuto parole di stima ed affetto nei miei confronti, ho ricevuto davvero tanti messaggi di solidarietà e sinceramente non me l'aspettavo. L'unica spiegazione che posso darmi è che forse la gente si è resa conto che avrei fatto qualsiasi cosa per il bene della squadra ed a tal proposito vorrei raccontarvi un episodio. Ventiquattro ore dopo la sconfitta interna con il San Marino, avevo rassegnato le dimissioni, tra l'altro paventate nel dopo gara in conferenza stampa. La squadra mi era sembrata spenta, svuotata per la seconda partita consecutiva e non volevo terminare la mia stagione con un filotto di sconfitte, ma la società prontamente pensò di respingerle. A questo punto la palla passava a me, avrei potuto renderle irrevocabili ma il giorno successivo è accaduto qualcosa che ha cambiato il verso della mia stagione. Quel martedì pomeriggio, infatti, una rappresentanza della "nord" è venuta a farci visita al campo con l'intento di spronare i ragazzi, poi si sono rivolti a me, invitandomi a non mollare, a non abbandonarli, spiegandomi di essersi sentiti in parte traditi nell'ascoltare le mie parole nel post gara, "una coltellata al cuore", testuali parole. A questo punto, come spesso e volentieri ho fatto durante la mia carriera, quasi sempre rimettendoci, ho ragionato più con il cuore che con la testa, mettendo da parte convenienza ed egoismo, ho fatto prevalere l'irrazionale, in poche parole, non me la sono sentita di tradire quei ragazzi, che contavano su di me, di fatto però consegnandomi ad un destino quasi segnato, visto che le successive tre gare le avrei giocate, causa squalifica, senza il calciatore, e non me ne vogliano gli altri, in quel momento più in forma e determinante, quell'Augustus Kargbo che in questo finale di stagione ha spostato gli equilibri, anche e soprattutto in virtù del fatto che essendo un classe '99, andava a risolvere tante problematiche tecnico tattiche che non sto qui a spiegare ma che gli addetti ai lavori possono facilmente comprendere. Scontata la sua squalifica, è arrivato contestualmente anche il mio esonero, ma questa non vuole essere una polemica, è stata purtroppo soltanto una sfortunata coincidenza. A distanza di qualche settimana, però, posso dire di essere felice di aver fatto quella scelta, il non essere scappato, il non aver abbandonato la nave in piena tempesta, infatti, mi rende fiero ed orgoglioso, e questa decisione, sono certo, mi consentirà di ritornare in qualsiasi momento a Campobasso e passeggiare per le vie della città a testa alta. Consentitemi di concludere con un pizzico di vanità, siccome nel calcio molto spesso ci si ricorda soltanto delle ultime partite, vorrei in tal senso fare un pò di ordine, di mettere se cosi possiamo dire, un po' le cose a posto, cercando di dare il giusto valore a ciò che il sottoscritto ha fatto per il Campobasso anche dal punto di vista tecnico. Ed allora cosa ho fatto, ho redatto la "mia" personale classifica, frutto delle 25 gare disputate sotto la mia gestione, aggiungendo anche i 4 punti che la giustizia sportiva ha giustamente tolto ma che assieme ai ragazzi ho conquistato sul campo ed è uscito fuori quanto segue: Matelica e Vis Pesaro 52, San Marino 41, Avezzano, L'Aquila e Pineto 40, Castelfidardo e Vastese 39, Campobasso 38, Sangiustese 37, Recanatese e Francavilla 36, Jesina 27, Agnonese e San Nicolò 26, Monticelli 21, Fabriano e Nerostellati 13. Ricapitolando, 38 punti in 25 partite, a 2 punti dalla zona play off, a 3 dal terzo posto e a 12 dalla zona play out. Questi sono numeri, dati oggettivi, e non sono interpretabili. Non pubblico quella del mese precedente perché ci sarebbe veramente da impazzire, il che fa aumentare il rammarico su ciò che poteva essere e non è stato. Con questa lettera cala definitivamente il sipario sulla mia stagione, una stagione sicuramente complessa, faticosa, tormentata, ma allo stesso tempo, affascinante, coinvolgente ed appassionante, termina così il mio percorso a Campobasso, sono arrivato da ospite e me ne vado credo da amico, a tutta la città va il mio grazie ed il mio saluto, e non è detto che un giorno non possa terminare il lavoro iniziato quest'anno. CIAO CAMPOBASSO E SEMPRE FORZA LUPI".

Celestino Ieronimo