Perrucci: “Sono stato ingenuo. Orgoglioso di aver salvato il club”

L'avv. Mancini e Giulio Perrucci
L'avv. Mancini e Giulio Perrucci

Il presidente del Campobasso Giulio Perrucci, dopo la sentenza del Tribunale Federale Nazionale che ha inflitto al Campobasso quattro punti di penalizzazione, multato il club di 1.600 euro e inibito lo stesso Perrucci fino al 14 ottobre 2018 ha voluto incontrare la stampa. Un incontro per spiegare nei dettagli la vicenda, ma anche per fare chiarezza sui suoi anni al vertice della società rossoblu, “stufo di sentirsi buttare fango addosso”.  L’appuntamento è nello studio dell’avvocato Antonio Mancini che ha difeso il Campobasso e lo stesso Perrucci davanti al Tribunale Federale ottenendo un risultato definito dagli stessi, il migliore possibile, vista la situazione. E’ un Perrucci provato, moralmente a pezzi quello che ci troviamo di fronte, provato a tal punto che, da due anni non dormo la notte”. Un Perrucci deciso nel voler far chiarezza, anche per non essere ricordato come il presidente della penalizzazione”. Un Perrucci orgoglioso di aver salvato la società dall’ennesimo fallimento. Comincia, ringraziando l’avvocato Mancini per il lavoro svolto in quest’occasione e anche per essere stato vicino a lui e alla società in questi quattro anni. Poi il racconto si sposta sul fatto del giorno, sulla penalizzazione, arrivata perché i pagamenti delle vertenze, oggetto del deferimento, sono stati fatti all’atto dell’iscrizione al campionato, dopo i canonici trenta giorni concessi dal regolamento. “Durante la scorsa stagione abbiamo saldato tutte le vertenze che potevano comportare una penalizzazione in classifica che in quel momento poteva costarci la retrocessione. Ad aprile, quando c’era la certezza di non incorrere in penalizzazioni per la stagione in corso, ci siamo trovati di fronte a un bivio, continuare a pagare le vertenze o aspettare e saldare qualche rimborso ai giocatori che fino allora, avevano riscosso solo tre mensilità? Abbiamo scelto la seconda ipotesi ben sapendo di andare incontro alla penalizzazione. Ho avvertito fin da subito l’attuale proprietà di questa eventualità, hanno capito e poco prima di iscrivere la squadra al campionato hanno pagato tutte le vertenze oggetto del deferimento. Al momento sono quattro i giocatori che devono essere pagati. Tutti gli altri sono stati rimborsati compresi gli allenatori Novelli e Silva. Mi spiace aver arrecato questo danno alla società e all’attuale proprietà, mi assumo tutte le responsabilità di quanto successo”.

Chiarita la vicenda della penalizzazione, Perrucci inizia ad analizzare la sua esperienza al vertice della società, incalzato dalle domande dei colleghi presenti. “Siamo partiti tutti insieme e tutti insieme avremmo dovuto finire. All’inizio ricordo i tavoli pieni e invece mi hanno lasciato solo. Ringrazio Eduardo Falcione, magari ce ne fossero tre o quattro come lui a Campobasso e ringrazio tutti quelli che ci sono stati vicino anche chi ci ha messo solo un centesimo, anche se non credo ci si possa pulire la coscienza mettendoci un centesimo”. Tra gli errori commessi quello di essere stato ingenuo e presuntuoso quando ho creduto di poter essere il presidente del ritorno del Campobasso tra i professionisti”.

A chi gli chiede dove sono cominciati i problemi, Perrucci risponde così: “Abbiamo sbagliato sin da subito, sprecando troppe risorse per il campionato di Eccellenza e in quello successivo dove, per riconoscenza, ci siamo portati in Serie D molti di quei protagonisti, ritrovandoci con una rosa di trenta calciatori da pagare. Un campionato che c’è costato 700mila euro, chiuso comunque senza debiti verso i calciatori. All’inizio della stagione 2015/16, il giorno della presentazione della squadra in villa, avevo deciso di dare le dimissioni, ne parlai con gli altri soci, nessuno ha voluto sostituirmi.. C’era bisogno di abbassare i costi dopo l’avvio di campionato non proprio felice, invece, dopo l’arrivo di Favo, che nel frattempo aveva sostituito Cappellacci alla guida della squadra, fu fatto il contrario. L’anno scorso per fortuna del Campobasso arrivarono Aliberti e Merola, che misero mano al portafogli dando un contributo decisivo. Poi è storia recente e ci riporta al 10 luglio quando i De Lucia hanno deciso di investire nel Campobasso. A loro e a Danilo Leone che mi hanno manifestato tutta la loro solidarietà, va il mio ringraziamento perché hanno evitato il fallimento e stanno investendo molto nel Campobasso, la squadra è forte, nel girone di ritorno, sono certo, farà davvero bene. La città dovrebbe stargli più vicino”.

Al termine dell’incontro Perrucci pare un tantino sollevato, in chi vi scrive, è forte la sensazione che quest’uomo, che sicuramente ha commesso degli errori, in tutta questa vicenda, sia stato abbandonato a se stesso, da chi si è seduto ai famosi tavoli nel 2013, alla classe imprenditoriale, per finire alla politica. Lo testimoniano anche gli 80mila euro di fondi che la società deve avere, ma che non sono ancora arrivati nelle casse del club.

Celestino Ieronimo